Già! …… perchè ad un certo punto si dovrebbe lasciare Debian GNU/Linux per un altra distribuzione Gnu/Linux? Sì, proprio per un’altra distribuzione GNU/Linux (gNewSense). Perchè: se fosse per una distribuzione BSD, oppure GNU/Hurd, o ancora per un qualsiasi sistema proprietario, il gesto, anche se magari non condivisibile, si potrebbe anche capire. Ma per un’altra distribuzione GNU/Linux… e per giunta derivata da Debian……
Ovviamente non ci sono sotto motivi tecnici o qualitativi: Debian GNU/Linux è una grande distribuzione, solida, ben fatta, che conosco bene perchè è il mio sistema operativo da tanti anni, che sò installare ormai ad occhi chiusi, che sò configurare e mantenere senza grossi problemi.
gNewSense eredita da Debian tutto il bello e il buono che ho descritto sopra.
Allora, dove sono le differenze?
gNewSense è una distribuzione Libera (http://www.gnu.org/distros/free-system-distribution-guidelines.it.html), Debian GNU/Linux no!
Ora voi direte:
“ma se io prendo il software dalla sezione main, al limite ci metto un kernel libre di Linux Libre, alla fine ottengo una gNewSense. E allora?”
Potrebbe anche essere vero, ma non sono queste le idee e la filosofia che stanno alla base del Software Libero. Voi usereste solo parti di una distribuzione che vorrebbe essere libera a parole, ma che libera nei fatti non è. Debian non mantiene solo la sezione main, mantiene anche le sezioni contrib e non-free. Spesso non c’è chiarezza nella distinzione e descrizione dei repository, è facile fare confusione.
La parte multimediale è delegata agli archivi Marillat. Solo ultimamente in questi archivi si è fatta un po’ di chiarezza tra free e non-free. Ancora però c’è confusione.
E confusione c’è anche nella sezione main e nelle proposte dei mantainers di Debian. Le sezioni contrib e non-free sono un problema, non ce lo nascondiamo. Più volte Debian, attraverso votazioni interne ha deciso se mantenere o meno quelle sezioni. La maggioranza ha scelto sempre di mantenerle. Questo è male! Sono stati inseriti, in main, kernel con firmware di “dubbio gusto” giustificandoli con giri di parole inutili e fuori luogo, Ad un certo punto, preso dalla disperazione, Robert Millan ha dovuto pacchettizzare un kernel-libre per far fronte alla situazione disastrosa che si era venuta a creare.
Il 25 ottobre 2009 ho pubblicato questo post:
http://blog.altertux.org/lavori-in-corso/
Cosa è cambiato in Debian da allora? molto poco o niente. Ho aspettato l’elezione del nuovo DPL, ho aspettato Squeeze…. purtroppo per me, le cose non sono cambiate e non cambieranno a breve.
Prendiamo Iceweasel: perchè non fa come Icecat che quando scegli le estensioni ti rimanda su una pagina dove consiglia addon liberi? Semplice: a Debian interessa avere flash e altri plugin proprietari. Gnash è stato tolto da Squeeze senza che ci si preoccupasse di vedere cosa si poteva fare per migliorarlo e aiutarne lo sviluppo. L’utente medio che non capisce niente di repository, di pinning e di plugin che cosa fa? Tiene repository main contrib non-free come consiglia Debian e come consigliano gli amministratori e i frequentatori dei forum su Debian, italiani e esteri. Così sì ritrova ad installare flash-plugin-nonfree, ringraziando persino il frequentatore di turno del forum che gli ha dato questo “giusto” consiglio e, senza rendersi conto che da ora utilizzerà software libero insieme a quello proprietario (cose senza senso!). Un giorno installerà poi Opera®, o i font Microsoft® oppure ancora i codecs w32 o Adobe Acrobat®…. e molto altro. Debian a parole si spreca con slogan e discorsi vari, ma la realtà è un’altra: alla fine purtroppo ha deciso catastrofici compromessi con software proprietario, per avere un numero di utenti più grande. A darmi ragione sono i fatti: basta osservare i forum, i lug e i vari luoghi di ritrovo per utenti GNU/Linux. Non mi riesce più di vedere qual’è la differenza tra Debian e Ubuntu (o altre distribuzioni). L’unica differenza che per ora trovo è che Ubuntu comincia ad inserire software proprietario di sua produzione dentro le distribuzioni (Ubuntu One), Debian ancora non è arrivata a questo. Spero che un giorno le DFSG tornino a contare qualcosa. Tornerò volentieri in Debian.
Mi sembra giusto che, se c’è qualcuno che fino ad ora ha seguito il mio blog, sia messo al corrente delle mie decisioni.
qui si parlerà, da oggi, di Software Libero e di tutte le vicende ad esso legato. Software Libero “pulito” e non “mascherato”; da qualsiasi parte provenga, sarà ben accetto e troverà il suo piccolo spazio. E si parlerà di come utilizzare il Software Libero per sfruttarlo al meglio e superare quelli che sembrano grossi problemi quando non si dispone di software proprietario adeguato. A dire la verità, anche fino ad oggi ho fatto tutto questo, ma, forse, nessuno se ne è accorto. Da ora, invece di farlo per Debian, lo farò per le distribuzioni libere.
-
Validation Service
-
Licenza
-
Debian
-
Etica hacker
-
Software libero
«La società ha bisogno di libertà: quando un programma ha un proprietario, l'utilizzatore perde la libertà di controllare parte della sua vita.»
-Richard Stallman- -
Definizione di Software Libero
Il "Software libero" è una questione di libertà, non di prezzo. Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla "libertà di parola" e non alla "birra gratis" [il termine free in inglese significa sia gratuito che libero, in italiano il problema non esiste]. L'espressione "software libero" si riferisce alla libertà dell'utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:
* Libertà 0 - Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
* Libertà 1 - Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
* Libertà 2 - Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.
* Libertà 3 - Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti (e le versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.




9 commenti
Molto interessante… Ultimamente sto passando anche io da Debian al mondo delle distribuzioni libere praticamente per gli stessi motivi, anche se devo dire che se il problema si fosse limitato all’esistenza dei repositories contrib e non free avrei potuto tollerarlo; purtoppo invece il problema è più profondo, e dunque sto decidendo verso quale distribuzione spostarmi. Il problema è che gnewsense, che rappresenterebbe sicuramente la scelta più allettante, a parer mio è carente sotto un punto di vista che mi lascia dubbioso, ovvero il fatto che il progetto non sembra offrire molto dal punto di vista del supporto alla comunità, della comunicazione con essa (basta osservare che il penultimo annuncio sul sito risale a 7 mesi fa) e forse anche dal punto di vista del numero di sviluppatori, il che mi fa temere riguardo la longevità del progetto. Per questo mi stavo orientando anche verso soluzioni “di ripiego” come Trisquel, che purtoppo deriva da Ubuntu (nessuno è perfetto) ma sembra avere una grossa interazione tra sviluppatori e utenti e una comunità molto attiva… Tu che ne pensi? Hai avuto anche tu le stesse impressioni su gnewsense?
@Fabio: cercherò di risponderti nell’ordine in cui hai formulato le domande, ribadendo che queste sono mie personalissime risposte e mie personalissime interpretazioni dei fatti:
-”se il problema si fosse limitato all’esistenza dei repositories contrib e non free avrei potuto tollerarlo”
Sbagliato! anzi sbagliatissimo! Dov’è il senso nel mantenere sezioni dei repository contrib e non-free se non quello di incoraggiare l’utilizzo del software proprietario sotto GNU/Linux? Attenzione: stiamo parlando di Software Libero e di politiche ben precise. Purtroppo alcuni movimenti Open Source (leggi Open Source) hanno generato confusione e reso l’idea del Software Libero in maniera scorretta e poco veritiera.
- Trisquel: è senz’altro un’ottima distribuzione GNU/Linux libera. Da consigliare oppure no! dipende dai gusti.
- gNewSense:
non sono troppo d’accordo con le tue critiche perchè ci sono molte altre considerazioni da fare. Fino alla versione 2.3 Deltah, gNewSense ha utilizzato come base Ubuntu. Poi come la logica e il buon senso vogliono, ha deciso di prendere la base da Debian e dalla prossima versione 3 sarà basata su Debian (Squeeze). Il tutto comporta un enorme lavoro, che però era necessario fare. Agli occhi dell’utente finale potrebbe sembrare che il progetto sia un pò fermo (anche se è disponibile la 2.3 Deltah che al pari di Debian Lenny è solida e completa). In realtà gli sviluppatori stanno facendo un grosso lavoro. E’ già disponibile una versione 3 basata su Debian Lenny (come iso netinst) e a breve sarà pronta la release basata su Debian Squeeze. C’è da dire che Debian Squeeze non ha certo favorito lo stato di avanzamento della nuova gNewSense. Squeeze doveva essere congelata a dicembre 2009, poi a febbraio 2010, poi è stata congelata ad agosto 2010. Questa non è una critica, assolutamente. Coscienziosamente si prende il tempo necessario per far sì che le cose siano fatte al meglio. gNewSense risente però di questi tempi di rilascio.
Per quanto riguarda l’assistenza e il supporto, anche questi non mancano. Li trovi sul sito attraverso le comunità internazionali e li trovi in Italia, attraverso LibrePlanet Italia e la loro mailing list. Troverai molta gente disposta ad aiutarti e a darti i consigli giusti.
Non sono sicuramente un esperto di Software Libero e di Debian ma vorrei fare un appunto a favore di questa distribuzione, da semplice utente medio appassionato di Linux. Forse in casa Debian si trovano “costretti” a dover inserire software non libero visto il largo uso che si fa della distribuzione in ambito server/aziendale, credo proprio che le aziende che la usano facciano pressioni sugli sviluppatori per favorirne l’uso in diverse configurazioni hardware. A proposito di hardware, non vuole essere una provocazione, ma tu Coltem sei sicuro che il computer che usi sia libero?
@Fulvio: se è vero quello che dici (io non ho elementi per confermarlo) che in casa Debian “sono costretti”…… a maggior ragione Debian non fa per me. Dove c’è costrizione non c’è libertà!
Per quanto riguarda l’Hardware poi, questo non è il post adatto per parlarne. Inutile parlare in questa sede di Lemote o di altre cose. Ne parlerò in specifici post futuri. Qui posso solo rispondere che al momento, tra i minori mali, ho scelto come portatile un HP, che, se non altro, nel bene e nel male è uno dei maggiori sponsor di: http://www.fsf.org/patrons e di: http://www.debian.org/partners/. Anche se i miei soldi, dal punto di vista “libertà hardware”, fossero stati spesi male, hanno se non altro un ritorno in progetti per me interessanti.
@coltem Si,certo, non c’è dubbio che la presenza dei repositories non free creino ambiguità, però c’è anche da dire che, nell’ipotesi in cui il problema si fosse limitato a questo, l’utente che avesse lasciato immacolato il sources.list avrebbe avuto un sistema completamente libero, poi se l’utente se ne frega del software libero o non libero non sarà certo l’assenza di quei repo a impedirgli di installarsi flash player o skype; capisco che non è il massimo e non ne avrebbe fatto una distribuzione libera nè secondo il mio modesto parere nè secondo la FSF, certo, ma se qualcuno vuole la libertà di attivare i non free è meglio che lo faccia su una distribuzione che oltre a questa libertà affianchi quella di avere solo software libero piuttosto che su una come ubuntu che non fa nessuna distinzione a riguardo. Ripeto, probabilmente non la userei lo stesso, ma mi permetterebbe di guardarla con un’ottica molto diversa da quella con cui guardo le altre distribuzioni non libere, e invece attualmente non è così.
Per quanto riguarda gnewsense non dubito che lo sviluppo sia attivo e il lavoro sia tanto, ma credo che sarebbe opportuno creare “un luogo di aggregazione virtuale” degli utenti, un forum in pratica, in cui gli sviluppatori possano comunicare direttamente con gli utenti in modo più comodo e veloce di quanto si possa fare con le mailing list come lp-italia (a cui sono iscritto da qualche giorno, e in cui ho letto i tuoi messaggi). Anche perchè,trattandosi di una piccola distribuzione ancora agli inizi, le iniziative spontanee degli utenti tendono a scarseggiare (basta vedere lo stato di abbandono in cui versa http://www.gnewsense.it), e in questo credo che Trisquel sia stata esemplare: ha creato un forum sul proprio sito, in tre lingue diverse, nei cui topic partecipano attivamente anche il project leader e gli sviluppatori. Inoltre è presente una sezione che indica, anche se sommariamente, i punti su cui si sta lavorando prima del rilascio. Grazie a tante piccole cose come questa gli utenti si sentono partecipi di un progetto comune a cui tutti contribuiscono (tanto che la comunità affianca ai rilasci ufficiali versioni non ufficiali cone Trisquel gamer), e credo che sia proprio questo spirito di partecipazione e di comunità che secondo me sarebbe necessario creare anche in gnewsense.
Per quanto riguarda i tempi di rilascio secondo me è stato un errore puntare prima a lenny per poi virare su squeeze (anche karl goetz, mi sembra, ne ha parlato nella mailing list in inglese, anche se ora non ritrovo il messaggio) ma per me non è un problema: ho sempre apprezzato la filosofia “è pronto quando è pronto” di Debian e la apprezzerò ancor di più in gnewsense; certo una pagina che descriva lo stato del rilascio non mi dispiacerebbe!
Per quanto riguarda l’hardware anche io uso un computer hp ma ho visto che la hp fa parte del trusted computing group, quindi al prossimo acquisto me ne terrò lontano puntando sul lemote per l’uso personale e su un fisso per tutto il resto (tanto il prezzo totale è più o meno quello di un portatile)…
Capisco molto bene quello di cui parli. Anch’io a volte ho la sensazione che per comodità, più che per malafede, e per pigrizia mentale a volte si decida di intraprendere la strada più facile. Sopratutto nel consigliare agli utenti appena arrivati l’approccio a certe problematiche, o la soluzione ai piccoli intoppi (vedi questione flash/gnash o l’abilitazione dei repo non-free) nei forum.
Odio queste cose, perché mi danno l’impressione di non traghettare realmente l’utente “nuovo” nel Software Libero, ma di mantenerlo nella stessa mentalità di prima facendogli solo cambiare OS. E questo non va bene: questo è la cosa peggiore, perché se qualcosa di buono ci ha dato il Free Software è la sua funzione etica ed educativa, la possibilità di padroneggiare davvero lo strumento che abbiamo in mano. Il cambio di mentalità, per così dire.
Mi riferisco qui soprattutto ai consigli che si danno nei forum, e all’approccio nei confronti dei “nuovi” utenti, per un motivo molto semplice: credo che la scelta che hai fatto tu sia – e debba essere- frutto di un percorso strutturato. Ovvero che non si possa farla fin dall’inizio. È la scelta di un utente di lunga data ed esperto, che ha preso atto delle problematiche etiche e delle possibilità di sviluppo e delle politiche messe in atto dalle varie distribuzioni (cosa che non ha necessariamente un utente appena approdato al mondo del Free Software) e soprattutto ha le capacità tecniche per mettere in atto tutti i trick necessari a poter “vivere” e rendere perfettamente usabile una distro completamente libera.
Nel frattempo, chi rimane con Debian dovrebbe esercitarsi ad esercitare (perdona il mio gioco di parole) la propria libertà più possibile eliminando a poco a poco tutto ciò che non è libero dal proprio sistema e -magari- dalla distribuzione. E dando diritto di scelta agli utenti, così che non sentano solo le soluzioni easy e closed.
Leggerò volentieri le tue esperienze con gnewsense!:D
Mi passi il link per la iso netinstall di Gnewsense 3?
Grazie.
Combinato, scusa. Ho preso la mini.iso da qua:
http://archive.gnewsense.org/gnewsense-metad/installer/current/i386/netboot/
@furly: esatto! Mi sembra che tu utilizzi Lenny, quindi ti troverai bene sicuramente. Non hai i backports ma un sistema per aggiornare… lo si trova sempre.