Touchpad Tapping & Scrolling in Debian

Synaptics Touchpad in Debian 6 con Fluxbox

In Debian Squeeze 6, il tapping è disabilitato di default:

“(xserver-xorg-input-synaptics (in Squeeze) has tapping disabled by default for touchpads with one or more physical buttons; see /usr/share/doc/xserver-xorg-input-synaptics/NEWS.Debian.gz. For a list of available options, see synclient -l . Not all options are appropriate; for example, Elantech touchpads don’t report pressure, and many other touchpads don’t support multitouch.)” : http://wiki.debian.org/SynapticsTouchpad

Per chi vuole abilitarlo e utilizza il W.M. Fluxbox (e simili), la soluzione migliore e più semplice senza creare il file xorg.conf e inserire le giuste direttive, è quella di mettere i comandi direttamente nel file startup di Fluxbox (~/.fluxbox/startup):

synclient VertEdgeScroll=1
synclient HorizEdgeScroll=1
synclient TapButton1=1

Fonte:  http://solutionsandtips.blogspot.com/2010/07/enable-touchpad-tapping-scrolling-in.html

Per chi ha altre esigenze, seguire il wiki di Debian alla pagina indicata sopra.

Broadcom BCM4312 in Debian 6

installare il firmware proprietario

Testato con il Kernel ufficiale della distribuzione: linux-image-2.6.32-5-686, non ci dovrebbero essere problemi con i Kernel del repository backports: linux-image-2.6.38-bpo.2-686 e linux-image-2.6.39-bpo.2-686-pae.
Sgombriamo il campo da possibili malintesi: se si possiede una macchina con scheda Broadcom BCM4312, non ci sono firmware liberi che la fanno funzionare come si deve! …

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Storie di fede e di malafede

Il software a codice sorgente aperto

La notizia è del dicembre 2010. Gregory Perry, progammatore ed ex consulente FBI, invia una email a Theo de Raadt counicandogli che l’FBI pagò alcuni sviluppatori per inserire delle backdoor  in OpenBSD, più in particolare nel suo stack IPSEC (http://it.wikipedia.org/wiki/IPsec), con riferimento alla cifratura e protezione delle VPN (reti private virtuali ). La mail di Perry e la notizia che ne da Raadt possono essere lette qui: http://marc.info/?l=openbsd-tech&m=129236621626462&w=2. Ancora, altre notizie si trovano a cura della rete tre svizzera: http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=3371&Itemid=62. Che la notizia sia vera o non vera, che sia stata smentita/non smentita  in modo più o meno anomalo dall’ FBI, non c’è dato di saperlo. È passato molto tempo e quel codice è stato praticamente stravolto, non è facile trovarne le tracce. Il codice di OpenBsd poi potrebbe essere stato preso (è libero) e utilizzato in sistemi operativi proprietari, chissà quale sviluppo avrà avuto qui. Sì perchè… se il software a codice sorgente aperto può essere visionato in ogni momento (anche se non è detto che lo si faccia), il software proprietario è inaccessibile. C’è da chiedersi alla fine: se la notizia fosse vera ed organizzazioni come l’FBI o altre hanno interesse per queste cose: cosa arriveranno a proporre alle grandi multinazionali che detengono la stragrande maggioranza dei sistemi operativi proprietari e chiusi installati presso governi, organizzazioni, utenti comuni….? Cosa potrebbero rispondere queste multinazionali a simili richieste? È vero, non si sta tranquilli nemmeno con i sistemi operativi liberi, però, figuriamoci quanto si può stare tranquilli con i sistemi operativi proprietari. Ve li immaginate i controsensi di utenti che cercano tutti i migliori modi per tutelare la propria privacy e l’anonimato e poi utilizzano sistemi operativi proprietari e chiusi, browser web proprietari e chiusi, client di posta proprietari e chiusi….?

Google Hacking Database

il bello di Google

Johnny Long è un hacker professionista, un esperto di sicurezza e un autore. Uno dei suoi libri: L’hacker della porta accanto, merita sicuramente di essere acquistato per la semplicità e la chiarezza con il quale spiega determinati concetti. Porta avanti anche un progetto nobile e bisognoso di aiuto (in tutti i sensi): è infatti il fondatore di Hackers for Charity, un’organizzazione no profit che utilizza le competenze degli hacker per opere di beneficenza. Per conoscere da vicino la sua organizzazione si potrebbe visitare il sito: http://www.hackersforcharity.org/. Questo sito ospita anche l’interessante Google Hacking Database: http://www.hackersforcharity.org/ghdb/. Il nome del database spiega già di cosa si tratta. Detto in poche parole, si può avere a disposizione un elenco di ricerce avanzate da utilizzare con Google e, a seconda delle voci che ci interessano,  c’è la possibilità di  trovare contenuti più o meno segreti  o che comunque non è bene che finiscano  sui motori di ricerca. D’altra parte il mestiere principale di Google è quello di indicizzare i contenuti e, se ci si trovano dentro tante cose interessanti la colpa non è nemmeno tutta sua, ma anche un pò dei tanti amministratori di sistemi poco accorti o superficiali che non prendono provvedimenti adeguati alla fonte.

Kompozer & c.

il bello e il brutto degli editor html

In origine era NVU (e prima ancora…), un editor html WYSIWYG. Vuol dire che, quasi senza nessuna esperienza di codice html, chiunque è in grado di costruire una pagina web più o meno funzionante. Questa è una grande comodità, forse sottovalutata, non tanto da chi costruisce pagine html per professione, che utilizza il codice html dentro editor di testo, perchè più flessibile, quanto proprio dall’utente comune che ha esigenze sporadiche e che potrebbe sfruttare le pagine html anche in locale per ipertesti, documentazione e altro. Per quanto riguarda NVU ancora si trovano riferimenti in internet: http://www.sanavia.it/nvuitalia/. Ovviamente i riferimenti a NVU sono datati, 2004-2005, perchè poi il progetto si è fermato, o meglio, è continuato in Kompozer: http://kompozer.net/. …

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Internet: diffusione mondiale

Dati aggiornati 2011

Per hostcount si intende un calcolo del numero di host internet, cioè di “indirizzi IP” permanenti e attivi, cioè di nodi connessi alla rete, suddivisi per paese. (Sono una cosa diversa dai domain) Non c’è una correlazione diretta fra il numero di host e il numero di persone collegate alla rete in ciascun paese; il dato di hostcount è un indice rilevante del livello di attività nell’uso dell’internet. Naturalmente l’appartenenza al paese dipende da dove è registrata la proprietà del domain e non dalla collocazione fisica del “server”. Alcuni operatori, anche in Italia, usano domain “americani” (classificati come .com o .org o .net) ma questo fenomeno non ha dimensioni tali da modificare in modo rilevante il significato dei dati e i termini di confronto fra i diversi paesi. Tuttavia nell’analisi dei dati sono stati introdotti alcuni correttivi per neutralizare l’effetto di questo fattore….

Dati sull’internet nel mondo
(hostcount)
A cura di Giancarlo Livraghi
Analisi aggiornate il 6 settembre 2011
(i dati più recenti sono del giugno 2011)

http://gandalf.it/dati/dati1.htm

In fondo alla pagina ci sono i link per i Dati Italia e Europa.

Sleuthkit e Autopsy in Debian

strumenti per indagine forense

Sleuthkit è un insieme di strumenti a linea di comando molto conosciuto negli ambienti che si occupano di indagini forensi, può essere però molto utile anche nell’utilizzo per uso personale. Autopsy è l’interfaccia grafica (via web browser) che collega i vari strumenti di Sleuthkit. In definitiva quindi, abbiamo la possibilità di utilizzare la console ed eseguire i vari comandi di Sleuthkit, oppure possiamo aprire un browser web, lanciare Autopsy e utilizzare quello che ci serve. L’utilizzo di Sleuthkit e Autopsy è abbastanza documentato:

http://cybercrimes.it/articoli/soft_sleuth.php

http://wiki.sleuthkit.org/index.php?title=Main_Page

http://www.nannibassetti.com/dblog/articolo.asp?articolo=69

http://www.deftlinux.net/deft-manual/

Normalmente esistono distribuzioni GNU/Linux espressamente create per le indagini forensi (DEFT, CAINE, ecc..) che includono ovviamente Sleuthkit e Autopsy. Essendo questi strumenti di primaria importanza, sono ovviamente ben configurati per essere avviati “senza fatica”.

Anche in Debian è possibile installare Sleuthkit e Autopsy, prendendoli semplicemente nei repository. Qualcuno però si troverà probabilmente in difficoltà nell’avviare Autopsy senza un minimo di script o configurazione. Spiego qui come fare senza l’utilizzo di script o configurazioni particolari.

Sleuthkit è costituito da un insieme di strumenti che vanno ad indagare nel sistema, questi strumenti quindi devono essere eseguiti da root. I browser web sono configurati per essere eseguiti da utente normale. Bisogna far combaciare queste due cose. Apriamo un terminale root e avviamo autopsy. Si otterrà questo messaggio:

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Autopsy Forensic Browser

http://www.sleuthkit.org/autopsy/

ver 2.24
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Evidence Locker: /var/lib/autopsy
Start Time: Wed Nov 16 18:08:46 2011
Remote Host: localhost
Local Port: 9999
Open an HTML browser on the remote host and paste this URL in it:

http://localhost:9999/autopsy

Keep this process running and use <ctrl-c> to exit
—————————-

Manteniamo aperto il terminale root con Autopsy in esecuzione e apriamo il browser web da utente normale. Scriviamo o copiamo-incolliamo l’indirizzo che precedentemente ci è stato fornito:

http://localhost:9999/autopsy

L’interfaccia di Autopsy è ora disponibile.

Per finire bisogna obiettivamente dire che l’utilizzo di Sleuthkit e/o Autopsy non è dei più semplici e richiede un certo apprendimento, nonchè molte esercitazioni pratiche.

Wikipedia: appello

donazioni a wikipedia

Jimmy Wales fondatore di Wikipedia lancia un appello a tutti quelli che possono fare un piccolo sacrificio per una donazione in denaro. Credo che sia dovere di tutti contribuire per mantenere un patrimonio unico come Wikipedia, contribuire come e per quanto si può e, se proprio non è possibile farlo in denaro, ci sono altri mille modi.

https://donate.wikimedia.org/wiki/Special:FundraiserLandingPage?uselang=it&country=IT&template

Eliminazione duplicati in un file di testo – 2

Utilizzo di LibreOffice calc

Qualche post indietro ho suggerito come eliminare le stringhe di testo scritte due volte in un file di testo, utilizzando la console o un emulatore di terminale. Lo stesso risultato si può ottenere con LibreOffice calc se non si vogliono utilizzare i comandi unix. Come nel precedente post, supponiamo di avere un elenco di stringhe di testo in un file di testo. Una per riga. Potremmo avere una lista di nomi, oppure una lista di indirizzi email o numeri di telefono. Vediamo come fare….

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Iceweasel-Firefox e gli aggiornamenti

Cronaca di una tragedia annunciata

Qualche tempo indietro Mozilla ha annunciato che avrebbe aggiornato Firefox molte volte all’anno. Credevo che stessero scherzando, invece facevano sul serio. In meno di un anno siamo passati dalla versione 3.xx alla versione 8. Non ci sarebbe nulla di male se non che il browser non funziona più bene e i problemi sono enormi, compresi i componenti aggiuntivi (spesso si sceglie di usare un browser web anche perchè ci sono componenti aggiuntivi fondamentali). In realtà non mi riferisco direttamente al Firefox di Mozilla, perchè, non usandolo, non sò sinceramente quanti e quali problemi abbia. Mi riferisco ovviamente a Iceweasel, che non funziona, non funziona, non funziona! L’ultimo aggiornamento in sid (versione otto) ha fatto andare tutto in crash (forse il problema si risolve togliendo la localizzazione). Ma anche in testing, per arrivare ad una 7.01 appena accettabile ho dovuto patire le pene dell’inferno, perdendo alcuni componenti aggiuntivi per me fondamentali. Non venitemi poi a dire che per gli ambienti di produzione c’è il ramo stable. Avete idea che versione di Iceweasel c’è in Squeeze? Così, non si va da nessuna parte, anche perchè stiamo parlando del browser web, cioè di un software che oggi come oggi viene utilizzato a casa e negli uffici per l’80% del tempo. È anche vero che ci sono alternative a Iceweasel, a cominciare dall’ottimo Chromium o da Links2 per la console o anche icecat che fa scelte più ragionevoli, però, perchè si deve abbandonare un qualcosa solo perchè spinti dalla disperazione e non per convinzioni vere? Se il team di Mozilla non capisce tutto questo (o non lo vuol capire per decisioni politiche interne) mi auguro che almeno lo capisca chi in Debian si occupa di Iceweasel. Non è meglio essere 2 versioni indietro ma mettere a disposizione un prodotto tranquillo, afflitto solo (se non se ne può fare a meno) da bug di routine, almeno nel ramo testing- Wheezy?. Questi problemi in Debian non ci sono mai e, dico mai, stati.

Aggiornamento del 10-novembre-2011:
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Mi ha telefonato nel pomeriggio un’azienda che seguo, su un portatile con Windows Vista Businnes c’è installato Firefox (l’unica macchina con Windows-Firefox). Sembra che si sia aggiornato alla versione otto e ha disabilitato il plugin Java perchè non compatibile. Domani verificherò, ma non mi sembra che ci sia molto da fare….

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