Post scritto da MadameZou il 31 maggio 2010
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Ieri sera, alla fine, sono riuscita a dire BASTA.
Era da un secolo che volevo farlo ma, si sa, nei matrimoni più riusciti – quelli che durano da tempo – si cerca di resistere, di abbozzare, di tenere duro e di accontentarsi. In ricordo dei bei tempi andati, dell’affetto, di tutto ciò che ci ha affascinato per la prima volta e indotto a innamorarci.
Oppure si resta per paura dell’ignoto, perché non si è capaci di affrontare la realtà o ancora perché non sappiamo bene cosa chiedere di diverso da quello che abbiamo.
Io, ieri sera, ho detto BASTA.
E ora vago tra i repository e siti web alla ricerca di un client mail che sostituisca Icedove che sono arrivata ad odiare.
Eh sì: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è proprio una sciocchezza, ovvero la totale incapacità di Icedove/Thunderbird di fornirmi, tra le millemila opzioni di configurazione possibili dopo il suo aggiornamento alla versione 3, la possibilità di impostare agevolmente la larghezza in caratteri del testo delle mail.
Sembra una sciocchezza, lo so, ma è una questione particolarmente importante quando si è iscritti – come me – a varie mailing list: le regole di netiquette da seguire, in questo caso, parlano chiaro
- scrivere rigorosamente le mail in formato txt e non in formato html
- imparare a quotare decentemente (vedi questa pagina di Wikipedia)
- utilizzare, se possibile, la codifica utf-8 per il testo delle proprie mail
- scrivere mail il cui testo sia non più largo di 80 caratteri (72 è la mia larghezza ottimale)
Ieri sera, con orrore, mi sono accorta che l’ultima di queste impostazioni non era stata mantenuta da Icedove nell’upgrade di versione, che risale ormai a un paio di mesi fa se non sbaglio. Ho cercato di porre rimedio alla cosa ma – ahimè – non sono riuscita a trovare, nell’interfaccia grafica per il settaggio delle preferenze, nessun riferimenti alla larghezza del testo.
E questo ha segnato la fine del mio matrimonio.
(Peraltro vorrei sottolineare che in un semplicissimo file di configurazione .rc da qualche parte nella propria home sarebbe stato ben più facile trovare la riga in cui specificare il parametro voluto, anziché essere imbrigliata nelle scelte di chi ha progettato l’interfaccia grafica di configurazione del programma….:D )
Così, mi sono trovata a dover decidere che client di posta utilizzare, le uniche condizioni che ho posto sono state:
- che non abbia troppe dipendenze: non uso un Desktop Environment, ma un Windows Manager (Awesome) dunque preferirei evitare di trascinarmi dietro tutte le dipendenze di Gnome o di KDE solo per installarmi un client di posta (questo mi ha portato a scartare a priori KMail, Balsa, Evolution)
- niente che richieda una curva di apprendimento troppo lenta: Mutt lo scarterei a priori
Dunque, ecco a voi le mie impressioni sui client provati: ovviamente non hanno pretesa di universalità, sono anzi personalissime e profondamente influenzate dalle mie particolari esigenze nonché dall’altrettanto particolare configurazione del mio sistema.
Sylpheed
La mia prima scelta è caduta su Sylpheed: questo perché quando sono in cerca di nuovo software da installare faccio subito riferimento allo splendido blog di K.Mandla che dà dei consigli sempre utili su software leggero e funzionale. Nello specifico, di Sylpheed dice:
Sylpheed is one of only about a thousand e-mail clients for Linux. I like it best because it does the job without complaint and requires little in supporting software. Configuration is also straightforward and easy to figure out, and once installed, it’s easy to handle. Try and see.
(fonte: http://kmandla.wordpress.com/software/ )
Sylpheed è un client Mail e News rilasciato sotto GPL, basato su GTK+ che utilizza il sistema di gestione delle mail MH.
Tale sistema – noto in inglese come MH Message Handling System – differisce dagli altri sistemi di lettura delle mail perché invece di basarsi su un solo programma si basa su una serie di diversi programmi creati per funzionare da linea di comando; inoltre, invece di archiviare i messaggi multipli in un singolo file, in questo tipo di sistema ciascun messaggio ha il proprio file separato in una directory speciale.
In pratica i client mail che utilizzano questo sistema, sono strutturati in maniera modulare, in base al noto principio della filosofia UNIX:
Write programs that do one thing and do it well. Write programs to work together. Write programs to handle text streams, because that is a universal interface
(Doug McIlroy)
Per quanto riguarda i protocolli, Sylpheed supporta POP3, IMAP4, SMTP, NNTP, LDAP2 mentre non supporta i feed (nè RSS nè ATOM).
Io l’ho trovato molto veloce da configurare anche se mi sembra abbia un pannello di configurazione più completo di quello di Icedove/Thunderbird (tiè). Ovviamente è molto più spartano dal punto di vista estetico, per quanto io non abbia perso troppo tempo a cercare di modificarne l’aspetto, quindi non so dire se si possa migliorare in tal senso. In ogni caso non è affatto sgradevole come interfaccia.
L’ho trovato davvero comodo e ben strutturato. Unico neo, è la mancanza di plugin: non è ovviamente niente di strabiliante, ma in effetti per chi abbia esigenze particolari questo può rappresentare un difetto.
Per questo motivo meglio passare a Claws Mail, che è nato come fork di Sylpheed per aumentarne le feature: Sylpheed infatti è focalizzato sopratutto sulla stabilità, mentre Claws Mail ha un vasto numero di plugin a disposizione.
Claws Mail
Come detto Claws Mail è un fork di Sylpheed che amplia notevolmente le caratteristiche e le funzionalità del client. Claws Mail è rilasciato sotto licenza GPLv3 ed è basato su GTK+; in questa pagina trovate l’elenco dei plugin scaricabili dal sito ufficiale, molti dei quali sono pacchettizzati in Debian e dunque installabili via aptitude.
Sembra il client mail grafico perfetto: unisce la buona configurabilità e stabilità vecchio stile di Sylpheed all’espandibilità – via plugin – di Icedove/Thunderbird.
Per il momento è decisamente il vincitore.
Cone
Presa ormai da piena compulsione all’installazione mi sono lanciata nel meraviglioso mondo dei client email testuali. Cone è il primo che ho provato: dopo un ingenuo
# aptitude install cone
e un ancora più ingenuo
$ cone
mi aspettavo una schermata di benvenuto o al limite di configurazione: non era destino, evidentemente. Devo aver sbagliato qualcosa perché tutto quello che ho ottenuto è stata una schermata di scritte aliene lampeggianti in caratteri rossi e grigi (vi risparmio lo screenshot, che solo pochi eletti hanno potuto vedere a tarda ora su #debianizzati in IRC).
Ho spulciato un po’ la documentazione online, cercato un inesistente README.Debian in /usr/share/doc/cone, ho fatto una ricognizione veloce sulla mailing list del progetto e tra le segnalazioni di bug per il pacchetto Debian corrispondente, e lanciato un paio di ricerche su Google. Visto che però nessun indizio relativo a messaggi alieni lampeggianti è emerso, ho ceduto e lasciato perdere Cone, per il momento.
Ho comunque una mezza idea di compilarlo da sorgenti, giusto per capire se riesco a riprodurre l’errore.
Alpine
Alpine è un fork open source di Pine: entrambi i programmi sono stati sviluppati dalla University of Washington e sono client mail testuali. Alpine viene rilasciato sotto licenza Apache ed è stato scritto per aggiungere una serie di funzionalità al progetto originale tra cui, ad esempio, il supporto alla codifica Unicode.
La configurazione di Alpine può essere effettuata direttamente dall’interfaccia testuale, che dispone di un comodo menu interattivo, tuttavia io preferisco mettere le zampe sul file di configurazione: ~/.pinerc.
Io ho un account di posta su Yahoo Mail, che usa il protocollo POP3, quindi per dire ad Alpine da dove prelevare la posta mi è bastato inserire questa riga:
inbox-path={pop.mail.yahoo.com/pop3/user=madamezou}INBOX
Tutto il resto è davvero molto ben documentato e chiaro: non è difficile configurarlo, né usarlo e le scorciatoie da tastiera sono davvero intuitive.
Tuttavia, devo ammettere che Alpine non mi affascina: non è scoccata la scintilla, tra noi.
Dunque, continuo a cercare: per il momento mi sto basando su questa fantastica ed esaustiva lista. Alla prossima puntata la prova su strada di Elmo e altri.




5 commenti
Ciao,
anch’io sono alla ricerca di un client di posta, preferibilmente da terminale. Mi intriga Elmo ma non riesco a creare un file .elmorc di suo gradimento. Mi sa che non ho ben capito la sintassi relativa alle variabili: http://elmo.sourceforge.net/documentation.html
Le possibilità sono due: ho l’autore della documentazione si spiega veramente male o io sono dé coccio.
Attendo la tua prova su strada
Utilizzo Mutt da qualche anno. Mutt è un user-agent ed ha bisogno di altri pacchetti a corredo che si incaricano di scaricare la posta dal server, instradarla in locale ed inviare il messaggio quando si scrive (oltre che di un editor). Anche se effettivamente la curva di apprendimento è sicuramente più lenta per via di tutto quello che ho detto, è probabibilmente la soluzione migliore in console. Subito dopo metterei Alpine, che, a mio avviso, è il migliore dopo Mutt. Per mia moglie utilizzo invece Claws-mail e non ho mai avuto problemi. Qualche tempo fa utilizzava il plugin Dillo per visualizzare le email in html. Oggi che Dillo sembra essere messo da parte, presenta qualche lacuna in questo senso (ma anche Sylpheed), comunque agevolmente superabile.
Avevo letto che utilizzavi Mutt ma non mi sono mai cimentato proprio a causa della sua curva d’apprendimento.
Al momento, credo che insisterò ancora un poco con Elmo ma nel caso non mi dovesse soddisfare proverò con calma Mutt: affrontandolo un poco alla volta, giorno per giorno, credo sia fattibile anche per me.
Ciao.
Sì, anch’io sono un po’ intimorita da Mutt, per cui cerco di sperimentare altro.
E poi mi piace l’interfaccia di Elmo, la trovo molto carina: sull’usabilità ancora non posso dire nulla: lo proverò nei prossimi giorni.
Il mio problema con Mutt è qualcosa di simile a un trauma infantile: provai mesi fa a installarlo e configurare i vari procmail, fetchmail e compagnia e la cosa non ebbe *affatto* un esito positivo!:D
Siccome Elmo mi odia, ho ripiegato su Alpine e devo dire che lo trovo proprio ben realizzato: facile da configurare e ricco di opzioni. Grazie ad entrambi.