Ho visto in edicola una rivista informatica, che non conoscevo (ma mi sono bastati 30 secondi per conoscerla e lasciarla sullo scaffale): Total Linux. Mi sono avvicinato perchè credevo che fosse una rivista sul Kernel Linux. Invece no! Non capisco davvero perchè si chiami così. In copertina c’è in evidenza un articolo speciale: “i migliori browser open source” e, poi, l’elenco dei browser (vado a memoria): Opera, Firefox, Google Chrome, Galeon, Epiphany. Chi glielo dice a questi signori che nell’elenco c’è qualcosa che non quadra? Cosa intendono per Open Source? Ancora, altro titolo: “video editing con ubuntu: come dotarsi di uno studio professionale senza spendere nulla”. Se questa è la loro filosofia del software libero o, anche, open source, non c’è proprio da stare allegri……. Questo è il classico esempio di ciò che non dovrebbe esistere nel mondo del Software Libero.
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Validation Service
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Licenza
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Debian
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Etica hacker
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Software libero
«La società ha bisogno di libertà: quando un programma ha un proprietario, l'utilizzatore perde la libertà di controllare parte della sua vita.»
-Richard Stallman- -
Definizione di Software Libero
Il "Software libero" è una questione di libertà, non di prezzo. Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla "libertà di parola" e non alla "birra gratis" [il termine free in inglese significa sia gratuito che libero, in italiano il problema non esiste]. L'espressione "software libero" si riferisce alla libertà dell'utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software. Più precisamente, esso si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software:
* Libertà 0 - Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
* Libertà 1 - Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
* Libertà 2 - Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.
* Libertà 3 - Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti (e le versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio. L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.




2 commenti
In effetti la presenza di Opera stona proprio, è veramente una castroneria. Riguardo a Google Chrome invece non saprei, non ho idea di quale sia la relativa licenza.
Per il resto mi pare che la non-filosofia della rivista sia chiara: diffondersi e cercare di diffondere un sistema operativo puntando su concetti semplici e comprensibili a tutti, come quello della gratuità del software.
Parlando in generale: ho seri dubbi che atteggiamenti di questo genere siano di un qualche beneficio alla comunità del software libero, per dirla breve, non credo nell’utilità di aumentare a tutti i costi la massa degli utenti inconsapevoli.
Ciao.
Spero di non offendere nessuno, ma dalla prima comparsa nelle edicole, Total Linux mi è sembrata molto mal-fatta. Ho acquistato il primo numero, dal quale si evinceva molto chiaramente che gli autori pensavano (e tuttora pensano) che Linux sia soltanto Ubuntu.
In un altro numero (non do mai una sola possibilità), le schermate di OpenOffice erano state fatte su Windows!
Basta questo…